Calabria – Italy

Monterosso Calabro, a small town at the foot of the Sila in Calabria

La Calabria è la punta della penisola italiana; confina con la Basilicata e si estende tra il mar Tirreno e il mar Ionio, in direzione della Sicilia, da cui è divisa dallo stretto di Messina. Geograficamente, la Calabria ha una sua distinta individualità, grazie alla sua posizione periferica, rispetto al resto d’Italia, alla sua caratteristica conformazione e alla sua struttura morfologica. Il 42% della superficie della Calabria, corrispondente a 15.080 km2, è montuosa, il 49% è collinare, mentre le pianure occupano solo il 9% del territorio della regione.

La Regione Calabria ha cinque province: il capoluogo di Regione è Catanzaro, mentre la città più popolata, nonché sede del Consiglio Regionale è Reggio Calabria. Le altre tre province sono Vibo Valentia, Crotone e Cosenza.

Nel corso del tempo, la popolazione ha preferito insediarsi nella zona costiera, caratterizzata da una urbanizzazione disomogenea e un progressivo spopolamento delle aree interne e meno accessibili. Il territorio risulta così molto diverso da zona a zona, con fattore comune il gran numero di comuni e la bassa densità di popolazione che li caratterizza. 323 su 409 comuni (il 79% del numero di comuni della Regione, il 5,7% del numero dei comuni in Italia) hanno una popolazione di non più di 5.000 abitanti, essendo pertanto classificati come piccoli comuni, dove vivono, solitamente, solo il 33,5% dei residenti. Al contrario, quasi 470.000 persone (il 24% della popolazione regionale) vivono in cinque comuni (Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro, Lamezia Terme e Crotone), ciascuno con più di 50 000 abitanti. I comuni con un massimo di 1000 abitanti sono 79 (il 24,5% del numero di piccoli comuni e il 19,3% del numero di comuni della Regione). Negli ultimi decenni, la crescita degli insediamenti a bassa densità ha portato ad un uso eccessivo di suolo. L’area urbanizzata è aumentata, sebbene, per contro, si rilevi una riduzione della popolazione, che negli ultimi 20 anni è stata di circa 111.000 unità. Nel 2011, data di riferimento del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni ISTAT, l’incidenza percentuale media del numero di abitazioni occupate esclusivamente da non residenti o persone non occupate è pari al 32,6%, corrispondente a più di 366.000 abitazioni, che rappresenta il valore più alto in Italia, dopo la Valle d’Aosta (46,7%). La media nazionale è del 17,2%.

Pianificazione energetica integrata in Regione Calabria

Ad oggi, a livello di pianificazione, non c’è stata una visione integrata ed olistica delle azioni e degli interventi: ogni ambito ha il suo piano (cfr. Piano dei Rifiuti, Piano energetico ambientale, QTR), vista la settorialità delle tematiche energia, ambiente e urbanistica, con afferenza delle stesse ad assessorati, dipartimenti e settori differenti. Sebbene ne consegua una complessità di sistema alquanto elevata, tuttavia, esiste una tendenza a integrare le competenze e ad agire secondo schemi che coinvolgano i molteplici stakeholders dei differenti settori Energia, Ambiente e pianificazione territoriale/Urbanistica/Lavori Pubblici.

Tuttavia, il Programma Operativo Regionale 14-20 della Regione Calabria, di fatto, dedica un’apposita sezione all’APPROCCIO INTEGRATO ALLO SVILUPPO TERRITORIALE.

La politica di sviluppo territoriale integrato del PO è guidata da due principi di fondo:

  • orientare e rendere maggiormente responsive le politiche settoriali rispetto a fabbisogni e potenzialità delle diverse tipologie di territori;
  • favorire l’integrazione tra gli strumenti settoriali nelle aree di intervento in modo da fornire risposte più efficaci alle sfide economiche, sociali e ambientali con cui i territori devono confrontarsi.

Questa politica, che combina differenti Fondi in pacchetti integrati costruiti sulle esigenze specifiche dei contesti locali omogenei, riguarda le due tipologie territoriali, Città e Aree interne, già individuate come priorità strategiche nell’Accordo di Partenariato.

Questi ambiti territoriali mostrano tendenze, esigenze e potenzialità differenti che richiedono strategie di intervento diversificate.

A tal proposito, la Regione ha disegnato tre Strategie da attuare attraverso lo strumento degli Investimenti Territoriali Integrati (ITI).

Strategia di Sviluppo urbano sostenibile per i principali poli urbani della Regione –

Cosenza-Rende, Catanzaro e Reggio Calabria

Le principali agglomerazioni urbane, anche in un contesto produttivo marginale come quello calabrese, sono i motori dell’economia regionale e concentrano al proprio interno le funzioni e i servizi superiori presenti sul territorio regionale. Al tempo stesso, queste aree rappresentano quei luoghi in cui problemi persistenti quali povertà, disagio abitativo ed esclusione sono più accentuati. La manifestazione spaziale più evidente di tali fenomeni è data dalla presenza di quartieri marginali, caratterizzati da forti e perduranti criticità nella dotazione e qualità dei servizi di base e da condizioni di abbandono e disagio sociale. Alla luce di questo scenario, gli interventi si concentreranno sul tema della rigenerazione urbana, con l’obiettivo di favorire migliori condizioni abitative, una più elevata efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico e servizi per l’inclusione sociale.

Strategia di sviluppo delle aree urbane di dimensione inferiore –

città portuali e hub dei servizi regionali

Questa strategia mira al rafforzamento delle altre città capoluogo di provincia, Crotone e Vibo Valentia, al sistema urbano Corigliano-Rossano, alla città di Lamezia Terme e alla “Città-Porto” di Gioia Tauro (che include Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando). Sono aree urbane caratterizzate da problemi economici, sociali e ambientali che richiedono: da un lato, interventi di riqualificazione urbana, al pari dei principali poli urbani della regione; e, dall’altro, azioni volte a rafforzarne base produttiva e capacità attrattiva.

Strategia per le Aree Interne

Il territorio calabrese è costituito in larga parte da Aree interne. Nel corso dei decenni, una parte consistente di questi territori ha subìto una forte riduzione della popolazione residente ed è stata oggetto di un graduale processo di marginalizzazione. Si tratta, tuttavia, di aree che sono centrali per l’offerta di beni e servizi eco-sistemici, per le filiere agroalimentari locali e per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La Regione intende sostenere queste aree attraverso interventi che mirano: al miglioramento dei servizi essenziali e alla promozione dello sviluppo economico attraverso la valorizzazione delle potenzialità esistenti.

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Windmills in sunset time at Khao Kho, Phetchabun, Thailand
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